Vi piace andare al circo? Oppure allo zoo a vedere tutti gli animaletti? Personalmente lo trovo molto penoso. Lo dico perché l'altra sera se non erro sulla rai vi era proprio in prima serata uno spettacolo circense. Ballerini provetti, giocolieri spettacolari, numeri di fuoco, da paura, atleti volanti... ma anche animali. Questo è il problema. Che ruolo giocano gli animali in questo tipo di spettacoli? E' divertente secondo voi vedere 4 cavalli in fila che corrono con i pennacchi colorati o tigri e leoni saltare nei classici cerchi di fuoco? O meglio questo è quello che appare, che fanno vedere; la realtà o il dietro le quinte è molto diverso. Addomesticati a ritmo di frustate, rinchiusi a vita in un cubetto di ferro a strisce da cui possono solo odorare il profumo di una libertà a cui non avranno mai accesso e di cui non hanno mai avuto alcuna conoscenza. Elefanti dalla testa dondolante quasi prigionieri della loro stessa deprimente desolazione. Foche che sguazzano nelle loro putride pozze, tigri che si confondono con le sbarre... ma che importa se poi sanno eseguire alla lettera i comandi dei loro domatori? Che importa se in apparenza questi "docili" animali riescono a strappare i sorrisi della folla e della gente pagante? Tutto questo in cambio di un misero pezzo di carne, di una nocciolina... Ma quanto vale la vita di questi animali. Sappiamo delle loro vere necessità e sofferenze?
Che parametro di giustizia abbiamo oggi? Finiremo che saranno le veline a decidere chi è giuto o meno...
E daieh! Ci risiamo, potremo essere davanti l'ennesimo tentativo di inciucio....mentre questi si spartiscono la torta noi ce la pigliamo sempre nel di dietro... Ma si può continuare così? Si possono fare riforme con gente così?pronte ad usarti con la scusa del dialogo per poi scaricarti nello sciacquone quando non gli servi più?Non l'abbiamo capito che codesti signori ci prendono sempre per il di dietro e non pensano che a loro stessi e ai loro interessi? Codesti signori per il ruolo che rivestono dovrebbero pensare al bene pubblico, ma vi pare che stiano facendo questo? Non mi pare proprio. Siamo i soliti fessi, e mentre questa carogne putrefatte continuano a comandarci come marionette, gli operai salgono sui tetti per protestare, i giudici scendono in piazza per manifestare, i treni impazziscono per un po di neve in più che cade, abbiamo il debito pubblico più alto della failed Grecia di 6 volte! Abbiamo una finanziaria/scudo fiscale che è l'ennesimo schiaffo per i soliti coglioni contribuenti che pagano le tasse, mentre quelli che le hanno evase potranno regolarmente tenersi lo yatch e tenersi i soldi che sono stati estorti agli imprenditori del sud incalzati dalle mafie che ingrassano. La padania rompe i coglioni quando si chiede di togliere il crocefisso ma loro si sposano con rito celtico, dicono che il clima d'odio è fomentato dai soliti giustizialisti ma basta andarsi a leggere qualche articolo/dichiarazione del premier e suoi scudieri per vedere le cose come stanno realmente...
Ho dato avvio a Wikipedia nel 2001 e negli ultimi otto anni sono stato sorpreso e onorato di vedere centinaia di migliaia di volontari unirsi a me nel creare la più vasta enciclopedia della storia umana.
Wikipedia non è un sito internet commerciale. È la creazione di una comunità, è completamente scritta e sostenuta da persone come te. Più di 340 milioni di persone usano Wikipedia ogni mese - quasi un terzo del mondo in cui arriva internet. Tu sei parte di questa comunità.
Io credo in noi. Credo che Wikipedia continuerà a migliorarsi. L'idea è tutta qui: una persona scrive qualcosa, un'altra la migliora di un poco e questa cosa continua a migliorare nel tempo. Se oggi la trovi utile, immagina fin dove possiamo arrivare insieme tra cinque, dieci, vent'anni.
Wikipedia parla della capacità delle persone come noi di fare cose straordinarie. È gente come noi quella che scrive Wikipedia, una parola alla volta. È gente come noi che la sostiene. È la prova della nostra collettiva capacità di cambiare il mondo.
Dobbiamo proteggere lo spazio dove avviene questo importante processo. C'è bisogno di proteggere Wikipedia. Vogliamo mantenerla gratuita e libera dalla pubblicità. Vogliamo mantenerla aperta - perché tu possa usarla come preferisci. Vogliamo che continui a crescere, diffondendo la conoscenza ovunque e stimolando la partecipazione di chiunque.
La Wikimedia Foundation è l'organizzazione no-profit che ho creato nel 2003 per far funzionare, crescere e proteggere Wikipedia. Con dieci milioni di dollari l'anno e uno staff di meno di 35 persone, gestisce il quinto sito web più frequentato del mondo. Vi chiedo un aiuto per poter continuare il nostro lavoro.
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Jimmy Wales
Fondatore di Wikipedia
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Il mondo è la nostra discarica. L'importante è il PIL. Produrre, consumare e inquinare. Copenhagen lo ha confermato. Li si litiga perchè ognuno vuole "avercelo più grosso degli altri" imposrsi e dominare gli altri... è sempre stato così, ma l'equilibrio ora si sta rompendo...
E' IL GENERE UMANO A FARE SCHIFO, SOPRATTUTTO DA QUESTE PARTI... CHISSA' quanto hanno sofferto, povere creature..." Anto Di
Premetto: credo in qualcosa.
Ci stanno di nuovo cadendo, spero che non succeda. Con la scusa di dare più sicurezza e garanzia a questo paese stiamo cadendo in un orrido tranello. E così che i regimi agiscono e riescono a legittimarsi. Garantiscono un controllo ed una protezione da loro stessi (un po come la mafia per chi ne conoscenza). Il popolo si piega, il popolo ignorante è suddito. E un popolo acritico il nostro, è un popolo decadente e mi chiedo quando mai non lo sia stato. Il giornalismo oggi non esiste più o quasi. Oggi esiste il giornalista servo, asservito che farebbe qualunque cosa pur di ingraziarsi il padrone. Ma mentre nel passato il padrone dei giornalisti era il popolo stesso, cioè io compravo il giornale se mi piaceva un certo modo di scrivere e così ero sia azionista che datore di lavoro dei giornalisti oggi grazie a certe figure tutto questo è stato stravolto. Ormai si ha l'idea che lo stato debba essere una grande ditta/azienda e che il suo imprenditore possa decidere come voglia. Così è inutile il parlamento, è inutile la Corte Costituzionale, è inutile il capo dello Stato... Per fortuna esiste la nostra cara carta costituzionale. L'han fatta proprio bene i padri costituenti, certo è da cambiare in alcuni punti perchè è un pò "stagionata" e deve adeguarsi ai tempi. Ma questo è proprio il pretesto per questi signori di stravolgere il sistema. Perchè censurare e regolamentare internet quando le regole esistono ma devono essere applicate? Perchè con la scusa di modificare la Costituzione devono proprio cambiare la processabilità delle quattro più alte cariche dello Stato? Ma volete ancora la monarchia o la dittatura in questo paese? Certo i mercenari di certi signori direbbero che cambiando l'art 3 si garantirebbe il lavoro continuo/proficuo del governo, ma se il governo avesse lavorato davvero anzichè passare il tempo a creare leggi incosituzionali e improduttive che queste si hanno rallentato il paese! Spero davvero che lo Stato fallisca, che gli italiani siano presi a ceffoni non da una madonnina, ma dalla loro stessa coscienza e che si ricordino degli antichi allori e splendori del popolo che solo migliaia di anni fa siamo stati.La lotta all’anonimato è uno di questi temi ricorrenti che non trova alcun riscontro nella realtà. I membri dei gruppi di Facebook a sostegno di Tartaglia erano tutti registrati col proprio nome e il loro cognome. Anche chi utilizza uno pseudonimo o un nickname su Facebook o sul proprio blog può essere identificato in un batter d’occhio dalla polizia postale, che gode da tempo della completa collaborazione da parte dei provider. La cosiddetta lotta all’anonimato è una completa boutade: già oggi qualsiasi azione compiuta su Internet porta con sé dati e informazioni sul suo autore.
L’apologia di reato
Le diffamazioni, le apologie di reato, lo stalking compiuti in rete sono punibili grazie alle norme già vigenti. Succede già adesso, ogni giorno, che persone siano processate e, se colpevoli, condannate per cose illecite che hanno fatto o scritto sui loro blog o sui social network. Allo stesso modo, il regolamento di Facebook prevede la rimozione dei contenuti violenti: basta aspettare qualche ora perché le pagine incriminate vengano rimosse, come infatti è successo ieri con le pagine pro e contro Tartaglia.
Noi e la rete
Altro discorso è quello su come internet abbia cambiato il modo di comunicare delle persone. Tra innumerevoli trasformazioni utili e positive, si registra una tendenza crescente alla provocazione. Prima dei gruppi pro Tartaglia ci sono stati i gruppi anti immigrati promossi dal figlio di Bossi, quelli contro Balotelli, Luxuria e chissà chi altro. Iniziative di solidarietà si accompagnano a invettive contro questo e contro quello. Gioca un qualche ruolo il progressivo colmarsi della distanza che un tempo separava il virtuale dal reale: codici e linguaggi una volta confinati negli stadi o sui muri trovano oggi in rete molto più spazio rispetto a prima. Ha senso ragionare sul perché certe cose emergano più su Facebook e meno sui blog, così come succede più nei bar che nelle aule universitarie; pensare però che la soluzione a questo problema sia la chiusura dei siti equivale a proporre l’abbattimento dei muri per combattere le scritte o l’abolizione dei bar per cancellare le battute volgari. Per farne una discussione sensata servirebbe un salto di qualità da parte di due soggetti fondamentali nel racconto e nella percezione di quello che accade. Il primo è la politica, che non dovrebbe approfittare di un manipolo di scriteriati per promuovere provvedimenti paragonabili solo a quelli in vigore in stati come la Corea del Nord. Il secondo è il giornalismo, che dovrebbe resistere alla ghiotta tentazione dell'allarme e dello scandalo, evitando di trasformare in notizia qualsiasi idiozia venga scritta in rete o sui muri dei bagni.


"PARIGI/SAN FRANCISCO (Reuters) - L'esercito francese, fresco cliente di Mozilla, ha deciso che il browser web gratuito presenta standard di sicurezza più alti rispetto a quelli offerti dalla rivale Outlook, prodotto Microsoft.
La storia di come il governo francese sia rimasto conivolto nel movimento per le risorse elettroniche gratuite, che ha comportato in tutto il mondo il passaggio a software gratuiti, risale a sei anni fa.
Le forze armate francesi hanno scelto software gratuiti dopo un confronto interno che, iniziato nel 2003 e concluso il 6 novembre 2007, si pone lo scopo di "ricercare il massimo che la tecnologia può offrire e, contemporaneamente, l'indipendenza commerciale".
"Inizialmente era solo un progetto militare che si è allargato velocemente", ha detto il tenente colonnello Frederic Suel, esponente del Ministero della Difesa e una delle persone in carica del progetto.
Il governo francese si sta anche apprestando a sostituire altri software a pagamento con software gratuiti: Linux al posto di Windows e OpenOffice al posto di Microsoft Office.
Le società nonprofit che creano questi programmi, da Samba alla più famosa Mozilla, dipendono da programmatori volontari sparsi in tutto il mondo.
-- Sul sito www.reuters.it le altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia"

«Certo, io “amo la pizza”, “amo il Made in Italy”, “amo la Ferrari” ma non amo certo Berlusconi…». Marta è sconvolta. Si è connessa come ogni mattina alla sua pagina di Facebook per commentare con i suoi amici il risveglio difficile in un piovoso lunedì mattina ed ecco la prima avvisaglia. La contatta Susanna sulla chat del più diffuso social network del web: «Ciao Marta, non sapevo che fossi così “vicina” al nostro presidente del consiglio…». Marta strabuzza gli occhi: «Di che stai parlando…?!?».
«È tutta la mattinata che mi arrivano i messaggi del gruppo “Sosteniamo SILVIO BERLUSCONI contro i FAN di massimo tartaglia” al quale ti sei iscritta...». Marta va su tutte le furie. Prova a navigare un po’ e inizia a trovare indizi sempre più concreti. Fino a che: eccola lì! La sua faccina spunta tra gli oltre 390mila iscritti al gruppo pro Silvio. Peccato che lei, pur biasimando il gesto violento che ha colpito il premier, non si sarebbe mai sognata di iscriversi ad un gruppo che si apre con lo slogan “Grazie Silvio l’Italia è con te!”.
E allora come è andata? Gironzolando ancora su Facebook si scopre l’arcano. Durante la notte qualche farabutto in cerca di sostenitori per i gruppi pro Berlusconi (ci tocca pensare, a questo punto, decisamente a corto di iscritti) ha clonato gli iscritti ad altri gruppi tipo “amo la pizza”, “amo il Made in Italy”, “amo la Ferrari”, eccetera. Ha rubato le loro identità e le ha scorrettamente trasferite nel gruppo per il premier. Tra l’altro, l’operazione ha suscitato un effetto boomerang, perché, mentre Marta, si è limitata a cancellare risentita la sua iscrizione e a rassicurare gli amici (“ragazzi tranquilli tra la pizza è Berlusconi c’è ancora qualche differenza, e io per ora amo solo la pizza…”), in tanti hanno cominciato a riempire la pagina pro Silvio di insulti e improperi per il furto di identità telematica. Il più "gentile" ha scritto: «Ora, grazie a voi, provo solidarietà solo con la statuetta del Duomo...».
dal giornale, l'Unità